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venerdì 20 maggio 2011

Così è se vi pare

Recensione!! Cosa hai capito?

18 commenti:

  1. COSI’ E’ ( SE VI PARE )

    Quest’ opera teatrale scritta da Luigi Pirandello nel 1917 racconta la storia di due persone il signor Ponza e la suocera la signora Frolla scampati ad un terribile terremoto.
    Si mormora inoltre che insieme ai due sia giunta in città anche la moglie del signor Ponza ma , dal momento che non è mai stata vista , i cittadini del paese considerano il signor Ponza come un mostro che non fa uscire la moglie di casa non permettendo quindi alla suocera di vedere la figlia.
    Il consigliere Agazzi decide quindi di far luce sulla vicenda chiedendo aiuto al prefetto .
    La signora Frola e il signor Ponza diventano quindi oggetto di un vero e proprio interrogatorio e per sottrarsi alle domande si accusano reciprocamente di essere pazzi.
    il tema dell’opera è incentrato nella disconoscenza della realtà e quindi dell’interpretazione che ognuno ha della stessa.
    Un tema così importante viene celato con grande maestria dall’autore all’interno di un opera che si distingue per i grandi momenti che divertono il lettore e per quelli che inevitabilmente fanno riflettere.
    Consiglio vivemente la lettura di quest’opera.

    PS:prof ho notato che spesso Pirandello utilizza la lettera j in parole come ajuto; inoltre volevo sapere cosa volesse dire la sigla c.s. in Enrico IV

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  2. Con questa commedia, nella produzione teatrale di Pirandello, inizia la fase del teatro Grattesco. Così è (se vi pare) viene presentato in teatro a Milano per la prima volta nel 1917 . Un impiegato e la sua famiglia si trasferiscono in un piccolo paese. Lui il signor Ponza affitta però due appartamentini : uno per se e la moglie e un altro per la suocera . Nei piccoli paesi, si sa, le chiacchiere non risparmiano nessuno e così tutto il paese comincia a spettegolare e a chiedersi perché una povera madre anziana non possa abitare con la figlia . Viene interrogato il Signor Ponza che spiega alle pettegole che la donna con cui vive è la sua seconda moglie e non era figlia della signora Frola. Poi intervistano la signora Frola , la quale sostiene che il genero le impedisce di vedere la figlia . Qual è la verità? è pazza la suocera come conferma il Signor Ponza o è pazza lei? Le autorità cittadine , per sapere la verità oggettiva , fanno una specie d'inchiesta , addirittura una specie di tribunale che deve decidere se è matto il Signor Ponza o la Signora Frola. Decidono di chiedere direttamente alla mogie che finora non è stata presente in scena. La donna si presenta velata e dichiara di essere sia la figlia della Signora Frola sia la seconda moglie di Ponza e di non avere alcuna identità certa : " Io sono colei che mi si crede" dice la donna , facendo intendere che non è possibile conoscere la verità . Ci sono tante verità quanti sono colore che pensano di possedere una. Pretendere una verità oggettiva è assolutamente vano secondo Pirandello . La Signora Frola è una vecchia minuta e gentile che cerca sempre di giustificare il genero; quindi ai paesani appare più credibile, perché ispira loro pietà. Il Signor Ponza , scuro , di poche parole , appare ai paesani come colpevole. La risata conclusiva di Laudisi, con cui si chiude la commedia , sottolinea l'assenza della verità e costituisce una sfida che deride altri personaggi. Come tutte le opere di Pirandello all'inizio ci si incuriosisce , si entra nella storia , si patteggia per l'uno o l'altro personaggio. Ti trascinano , perché coinvolgono anche te che leggi. Il Grottesco , la risata di prima si trasformano in amara riflessione sulla condizione di ciascuno di noi che è sempre una condizione di solitudine.

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  3. L’opera, ambientata in una città italiana di un secolo fa, narra le vicende svolte interamente in casa del consigliere Agazzi nella quale subentrano diversi personaggi. La novità che fa muovere l’intera vicenda è il caso di una nuova vicina, la signora Frola, che vive in casa propria senza vedere la figlia e il cui genero è l’unica persona con cui ha dei continui contatti.
    I personaggi principali, quali Amalia la moglie di Agazzi, la loro figlia Dina, i coniugi Sirelli e soprattutto il signor Laudisi fratello di Amalia, aprono un dibattito per cercare una spiegazione al fatto. In questi dialoghi si riscoprono così le caratteristiche psicologiche di ognuno di questi: particolare è senza dubbio la figura di Laudisi che, con il suo ragionamento che va oltre l’apparenza, identifica meglio la personalità dello stesso Pirandello. Inoltre la sua spontaneità, il suo saper mettere la gente in difficoltà con domande allo stesso tempo precise e ingannevoli e la personale concezione della vita rendono la sua figura ostile al ragionamento logico della maggior parte dei personaggi: nonostante ciò Pirandello dimostra che l’irrazionalità è spesso la spiegazione di molti problemi e che quindi la maggior parte delle volte la soluzione non è una ma sono diverse, secondo i punti di vista di ognuno. Gli altri personaggi invece inquadrano figure più simili alla gente comune, sia a livello psicologico che comportamentale. Imprecisi sono invece i contorni dei tre personaggi intorno cui ruota l’indagine, per cui è il lettore stesso a darsi un’idea o un’altra. Da notare che tutti questi appartengono ad un ceto sociale molto più vicino alla borghesia che all’aristocrazia, elemento caratterizzante del dramma pirandelliano.
    Tuttavia la particolarità che contraddistingue l’opera dal dramma è la comicità con cui i fatti si succedono, il libro è inoltre facilmente scorrevole nella lettura, pertanto consiglio di leggerlo a chiunque voglia per un attimo assaporare e dare un parere su una storia di ormai un secolo fa.

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  4. La vicenda si svolge nel salotto del consigliere Agazzi,dove si commenta uno spaccato di vita condominiale e precisamente sul caso di una famiglia che si trova nello stesso palazzo.
    Si criticano comportamenti del Signor Ponza,della Signora Frola e altri parenti che si schierano su due fronti opposti e trovano il tempo per alimentare gelosie,incomprensioni,pazzie,fraintendimenti.
    Nel finale la Signora Ponza,moglie del signor Ponza, dà una versione dei fatti in maniera sibillina lasciando nel dubbio gli astanti.
    Ho trovato la lettura di questo testo teatrale molto piacevole e scorrevole.
    La curiosità che anima i personaggi viene presto trasmessa a chi legge, spingendo a proseguire la lettura del testo.

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  5. Il libro " Così è (se vi pare)",è una commedia pirandelliana scritta intorno al 1916,1917.Il romanzo si apre con la presentazione di una tipica famiglia siciliana,in una casa colonica di cui la campagna agrigentina gli fa da sfondo.Una serie di intrecci amorosi e non,movimentano e in un certo modo complicano la vita dei personaggi. Tutto inizia da Zio Simone(padrone di casa);lui infatti, rimasto vedovo di una prima moglie malaticcia,che non gli ha dato figli,ha voluto risposarsi per avere un erede a cui lasciare i suoi beni.Qui tutti i parenti che aspirano all'eredità,cercano di propoorgli figlie e nipoti. A dar un tocco in più di colore e vivacità all'opera è Liolà;un giovane pieno di vita che va in giro a sedurre e a ingrvidare le donne,diciamo un insolito ragazzo-padre di tre figli,al momento.Particolare attenzione si è fatta al modo in cui è vista la donna nella commedia;per il protagonista è solo oggetto di procreazione e nient'altro,infatti l'uomo si trova in dura opposizione con la donna,cercando di sottrarle tutti i suoi spazi tra i quali anche quello per la maternità (come fa Liolà). Sembra essere così colta l'ingiustizia sociale, ma solo per poco perchè poi viene subito rimossa. Altri contrasti seguono il romanzo,trattati sempre con ironia e intemperanza.Nonostante il linguaggio sia dialettale e diretto, è comprensibile e scorrevole con toni scherzosi che divertono ed evitano di far annoiare il lettore. Questo libro è consigliabile non solo ai ragazzi ma anche a chi spesso si ritrova in situazioni simili,ironizzando su tutto.

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  6. Così è (se vi pare) è un opera teatrale di Luigi Pirandello scritta nel 1927.
    La vita di un paesino viene scossa dall'arrivo di un nuovo impiegato, il Signor Piazza, e dalla suocera, la Signora Frola, che scamparono da un terremoto. I Signori Ponza abitavano all'ultimo piano di un caseggiato in periferia, metre la Signora Frola viveva in un elegante appartamentino. Loro vennero coinvolti nelle chiacchiere del paese, che vedevano il signor Ponza come il "cattivo" che non voleva far vedere alla suocera la propria figlia tenuta chiusa a casa.
    Allora il superiore del Signore Ponza, il consigliere Agazzi, si recò dal prefetto affinchè si chiarisse tutto. Questa richiesta fatta dal consigliere e comunicata alla sua famiglia, provocò la rabbia del suo cognato Laudisi, che difese i nuovi arrivati dalla curiosità del paese. Interrogati sia il nuovo impiegato che la suocera non si arrivò a nessuna soluzione e a nessun chiarimento. Ma ecco che, nell'ultimo atto, dopo un vaga ricerca di prove, venne condotta a casa del consigliere Agazzi la moglie del Signore Ponza. Lei affermò di essere sia la figlia della Signora Frola che la seconda moglie del Signore Ponza.
    Quest'opera è centrata sul tema dell'inconoscibilità della realtà, di cui ognuno può dare la propria versione che può anche non coincidere con quella di altri. Si crea così durante il racconto l'impossibilità di conoscere la verità.

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  7. Così è (se vi pare)
    Chi è il pazzo?

    Così è (se vi pare) è un’opera teatrale scritta da Luigi Pirandello.
    L’opera narra di due coniugi, il signor e la signora Ponza, e della madre della signora Ponza, la signora Frola, che si sono recati in una piccola cittadina di provincia, luogo del racconto, a causa di un terremoto nel loro paese.
    Apparentemente persone normali, fanno parlare di loro, nella cittadina, poiché, si dice, che il signor Ponza abbia impedito a tutti, compresa la madre, di vedere la figlia della signora Frola.
    Tutto ciò ha scaturito nel popolo del paesino, curiosità e timore, e perciò il consigliere Agazzi, superiore del signor Ponza, inizia ad indagare sulla verità per chiarire la vicenda, chiedendo aiuto al Prefetto.
    Personaggio molto divertente dell’opera è Lamberto Laudisi, cognato di Agazzi. Laudisi afferma che sarebbe stato impossibile conoscere la vita con precisione dei nuovi arrivati e che si sarebbero dovuti fermare lì.
    Il signor Ponza riteneva che la suocera fosse pazza e viceversa.
    A sbrogliare la matassa ci pensa la signora Ponza, con una rivelazione abbastanza sorprendente.
    Pirandello ha usato l’avvertimento del contrario anche qui, una scelta, a mio parere, ottima nel contesto.
    Un linguaggio semplice e chiaro; consiglio vivamente di leggere quest’opera.

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  8. " Così è se vi pare" di Luigi Pirandello è la storia di uno strano rapporto che lega la signora Frola con il genero il signor Ponza e la presenza enigmatica della signora Ponza.
    Questi personaggi sono dei forestieri , che arrivano da un paesino distrutto da un terremoto. E' ovvio che nessuno sappia niente di loro.
    La signora Ponza è segregata all'ultimo piano di un caseggiato: il marito dichiara che è morta , che non è lei , ma la sua seconda moglie; La suocera, invece, sostiene che è il marito a tenerla nascosta. Tutto questo suscita il pettegolezzo e la curiosità di una società borghese che ha un eccessivo bisogno di sapere la verità. Ma qual' è la verità? Questo è il tema di tutta l'opera. Non esiste dunque una verità unica: ognuno crede in una verità che in fondo è quella che ognuno vede. Qual'è la verità? Chi dei due è pazzo? Mancano i documenti:il paese loro d'origine è distrutto dal terremoto, chi potrebbe informare è morto. La verità in questo caso è una bella donna, la signora Ponza, che ha il volto coperto da un fitto velo nero. Non facendosi vedere in volto la si può immaginare come si vuole. La signora Ponza si presenta a casa di Agazzi e dice " io sono colei che mi si crede". Frase emblematica in cui è contenuto l'intero processo mentale dell'autore. La verità non è mai una sola, dipende da chi e quanti osservano, e ciascuno se la crea in base al proprio personalissimo ed esclusivo angolo di osservazione.
    Ho trovato la lettura di questo libro molto piacevole e scorrevole. L a curiosità dei personaggi viene presto trasmessa al lettore, spingendo a proseguire la lettura del testo. Il ritmo veloce mantiene vivo l'interesse del lettore scoprendo la verità sulla famiglia Ponza insieme con i protagonisti dell'opera.

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  9. L’opera “Così è (se vi pare)” è un dramma teatrale scritto da Luigi Pirandello. Questa storia parla dell’arrivo in un piccolo paese di un nuovo impiegato, il signor Ponza, di sua moglie e della signora Frola, sua suocera. Il paese inizia subito a mormorare e a chiedersi chi fosse la moglie del Signor Ponza che mai nessuno aveva visto, ma soprattutto si chiedono perché mai l’anziana Frola dovesse vivere da sola e non con la figlia e il genero. Così, a casa del signor Agazzi, si apre un grande dibattito che porterà a richiede che sia il signor Ponza che la Signora Frola vengano interrogati. Il primo accuserà la suocera di essere pazza, poiché la donna che vive con lui non è la figlia di Frola, ma la sua seconda moglie. Spiega infatti che la sua prima moglie, Lina, viene scambiata dalla vecchia signora con la nuova moglie, Giulia. Dall’altra parte, la Signora Frola, sostiene che la moglie di Ponza è sua figlia e che è lui che le impedisce di vederla. Aggiunge inoltre che il vero pazzo è il genero, raccontando infatti che lui, non avendo più riconosciuto la moglie Lina, non l’avesse più fatta rientrare in casa. Così, Lina, fingendo di essere Giulia, una seconda donna, sposò nuovamente il marito. Tutti sono increduli e non sapendo a chi credere, per risolvere l’enigma chiamano a casa di Agazzi la moglie di Ponza. Ma lei, con il viso coperto da un velo nero, dichiara di essere sia la seconda moglie di Ponza che la figlia di Frola, dicendo “io sono colei che mi si crede".
    La donna, la moglie di Ponza, interpreta infatti il ruolo della verità. Con la frase “io sono colei che mi si crede”, Pirandello, vuole farci capire che quando non è possibile stabilire una sola verità oggettiva, ce ne saranno tante per quanti sono i punti di vista di coloro che affermano di non dire il falso, e che così, talvolta, per risolvere un problema basta essere un po’ irrazionali.
    Questo dramma, caratterizzato da un filo di comicità, come tutte le storie di Pirandello, trascina il lettore nella storia, facendolo riflettere insieme ai personaggi e incuriosendolo sempre di più. Per questo, consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono divertirsi, leggendo un opera di un grande scrittore come Luigi Pirandello.

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  10. giuseppeschilleci30 maggio 2011 10:18

    “Così è (se vi pare)” è stato scritto da Luigi Pirandello nel 1917 la sua prima versione e nel 1925 la seconda. Tutto comincia dall’arrivo dell signor Ponza e di sua suocera Frola, loro scuotono un intero paese, attraverso pettegolezzi arriva la voce che insieme a loro sia venuta anche la moglie del signor Ponza, Giulia e, che quest’ultima sia una presunta figlia di Frola e gli sia impedito di vederla da suo suocero. I coinvolti indispettiti dalle voci dei paesani vengono interrogati: Frola non attacca, quasi difende il signor Ponza, mentre quest’ultimo afferma che lei fosse pazza, di conseguenza anche lei lo accusa di pazzia. Al che il popolo si divide, ognuno esprime la propria considerazione considerate le diverse versioni. Dopo continue “indagini” si decide di far venire a casa di Agazzi (consigliere di Ponza) Giulia, la quale con volto coperto da un velo afferma ironicamente che per gli altri può essere sia la moglie del signor ponza che la figlia di Frola; di sé afferma io sono colei che mi si crede.
    A mio parere il messaggio che Pirandello ci vuole trasmettere è che la verità non esiste, essa è raffigurata dal personaggio di Laudisi e dalla sua frase:"io sono colei che mi si crede”, sostanzialmente vuol far comprendere che è impossibile conoscere la verità, in quanto ognuno può dare un’interpretazione che non può coincidere con quella degli altri. Di conseguenza si diverte nel vedere le considerazioni su un argomento che non è mai esistito. A tal proposito l’immagine di Giulia con il viso coperto da un velo nero è una metafora, lei non facendo vedere il volto la si può immaginare, quindi interpretare come vuole. Inoltre è evidente il tema sul pettegolezzo del popolo di paese e di quanto i coinvolti se ne preoccupino.
    Un libro fantastico, da leggere con molta attenzione in quanto complesso, reso avvincente dal ritmo molto veloce; ho veramente apprezzato il messaggio di Pirandello e la scelta di lasciare che sia il lettore a coglierlo da solo, assicuro che non è facile.

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  11. Massimiliano, sintetico ed efficace! La j è utilizzata come semivocale per questo è scritta così.. C.S. a che proposito?

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  12. Bene Andrea Ceraulo, anche se qua e là emergono errori di battitura. Il messaggio pirandelliano è stato comunque centrato

    Francesco,hai centrato il ruolo di Laudisi! Nasconde il volto dell'autore e concordo con te sulla lettura agevole da proporre a tutti

    Alice, il tuo lavoro è molto superficiale e nè si comprende il messaggio dell'opera nè cosa ti ha trasmesso... Potevi fare di meglio!

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  13. Giulia F.... PENSO CHE TU ABBIA SBAGLIATO IL LIBRO DA LEGGERE!!!! Il tuo commento non è pertinente.....

    Miriana, lavoro completo ma poco approfondito, specialmente per quanto riguarda il tuo parere sull'opera.

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  14. Alessandro, ottima la citazione dell'avvertimento del contrario! Vedo che in classe mi hai seguito... ed è qui che si gioca per Pirandello la differenza tra il comico e l'ironico/grottesco..

    Molto bene Conny! Il tuo lavoro è completo e ben curato in tutti i passaggi.

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  15. Bene anche Giulia! Lavoro ben commentato

    Giuseppe, la frase "Io sono colei che mi si crede" è della sig.ra Ponza... Sono d'accordo con te sulla straordinaria capacità ritrattistica di Pirandello di rappresentare i pettegolezzi della gente...Bene anche il tuo commento finale!

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  16. L'opera "Così è( se vi pare )" è tratta dalla novella "La signora Frola e il signor Ponza".Il titolo, dal sapore ironico, racchiude la problematica esistenziale che Pirandello affronta nella storia: l’impossibilità di avere una visione unica e certa della realtà.
    Tutto un paese si affanna per sapere quale sia la verità intorno allo strano comportamento della famiglia Ponza. La curiosità nasce dal fatto che la sedicente madre della Signora Ponza, la Signora Frola, non vive con la figlia e il marito, anzi non entra neanche in casa loro, comunica con la figlia solo attraverso dei bigliettini scambiati per mezzo di un cestino calato dalla finestra. Alla Signora Frola la gente pone insistenti domande, e la poveretta si vede costretta ad asserire che il Signor Ponza, avendo perso nel terremoto tutti i suoi parenti, ha un amore ossessivo per la moglie che gli impedisce di farla uscire di casa e di far incontrare madre e figlia. Dal canto suo il Signor Ponza sostiene, invece, che la Signora Frola sia impazzita, poiché crede che la figlia morta, la prima signora Ponza, sia ancora in vita, scambiandola con la sua seconda moglie: per non deludere la suocera e per non importunare la nuova Signora Ponza, non permette che le due donne s’incontrino. Poiché non c’è maniera di confutare nessuna delle due affermazioni, la gente, smaniosa di dover a tutti costi attribuire una maschera e un ruolo ben definito ai componenti di questa famiglia, non può fare altro che interrogare la Signora Ponza, convinta che solo così finalmente si possa venire a capo del ginepraio.
    Ma la donna, che entra in scena velata, a simboleggiare l’impenetrabilità della verità, afferma di essere la seconda moglie del Signor Ponza, per il marito, e la figlia della Signora Frola, per la madre, ma per se stessa nessuna. Per Pirandello quindi l’uomo non ha una propria essenza a priori, l’uomo diventa una persona solo sotto lo sguardo degli altri, assumendo tanti ruoli e tante maschere, quante sono le persone che lo vedono.

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  17. "Così è (se vi pare)" è un'opera teatrale composta nel 1917 da Luigi Pirandello. La signora Frola, insieme alla figlia, la signora Ponza e al marito di questa, il signor Ponza, si trasferisce in un altro paese dopo il terremoto che ha sconvolto la sua vecchia città. Ciò che muove l'interesse degli abitanti del paese è il fatto che Ponza tenga la moglie a casa, apparentemente costretta a non uscire, facendole vedere la madre solo dal balcone. Il signor Agazzi e la moglie Amalia, insieme a loro vicini e conoscenti iniziano a fare luce sul caso, ascoltando la signora Frola prima, il signor Ponza poi. Proprio Ponza rivela ad Agazzi la pazzia della suocera che, non avendo accettato la morte della figlia avvenuta da tempo, riconosce nella nuova moglie del genero la figlia deceduta; viceversa, la signora Frola, sostiene la tesi che sia Ponza il pazzo: egli infatti, secondo la vecchietta, pensa di vivere con una seconda moglie, ma in realtà è proprio la figlia della signora Frola, portata via da lui per il suo amore ossessivo.
    Il tema centrale dell'opera è il riconoscimento della verità, che appare diversa agli occhi di ognuno, come si può evincere dalle opinioni discordanti dei protagonisti su chi, effettivamente, sia il pazzo. Pirandello rende nota la sua opinione in merito attraverso il pensiero di Lamberto Laudisi, fratello di Amalia, che sostiene dall'inizio l'impossibilità di scoprire la verità, in quanto essa è suscettibile di interpretazione. Infatti alla fine proprio Laudisi, sebbene nessuno all'inizio consideri vera la sua opinione, avrà ragione.
    Consiglio caldamente la lettura di questa opera, facile da leggere a causa del linguaggio semplice, divertente e appassionante per la profondità del messaggio trasmesso.

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  18. Così è (se vi pare) è un'opera teatrale di Luigi Pirandello, tratta dalla novella La signora Frola e il signor Ponza, suo genero. Fu rappresentata per la prima volta il 18 giugno 1917. L'opera è incentrata su un tema molto caro a Pirandello: l'inconoscibilità del reale, di cui ognuno può dare una propria interpretazione che non può coincidere con quella degli altri. La commedia è suddivisa in tre atti, scissi a loro volta in sei scene il primo e nove i restanti. in un salotto borghese una signora (Amalia Agazzi), sua figlia Dina e suo fratello Lamberto, discutono insieme ad altri amici del caso di una strana famiglia che sta facendo mormorare tutto il paese: il signor Ponza, impiegato del consigliere Agazzi, ha alloggiato sua suocera (signora Frola) nell’appartamento davanti al loro e nessuno riesce a spiegarsi perché non permetta alla donna di vedere sua figlia. La signora Frola spiega che suo genero è pazzo, crede di essere rimasto vedovo e di essersi risposato con un’altra donna che non ha alcuna parentela con lei; il signor Ponza afferma che è invece sua suocera ad essere diventata pazza e che, dalla scomparsa della figlia, è ancora convinta che sia sposato con lei.
    A queste rivelazioni l’opinione del paese si divide: lo stesso consigliere Agazzi ordinerà delle ricerche per scoprire la verità e organizzerà un incontro fra i due per smascherare il vero pazzo; entrambi i provvedimenti però non daranno esito. Suo cognato Lamberto è l’unico scettico della situazione e continua a ripetere a tutti che la verità non è una sola e che entrambi potrebbero avere ragione, ma non viene ascoltato da nessuno.
    Infine si decide di interpellare la diretta interessata: la signora Ponza; solo lei infatti riuscirà, secondo il paese, a chiarire la faccenda. I fatti daranno ancora una volta ragione a Lamberto poiché nella scena finale la signora stupirà tutti dicendo: “io sono colei che mi si crede” e non svelerà il segreto della sua identità.
    Questo libro, non rientra particolarmente nei miei canoni di lettura, forse perché Pirandelliano lascia molto poco spazio all’azione a beneficio del dialogo, ma se dovessi dare un consiglio a qualcuno senza dubbio lo indirizzerei verso il testo anche se, proprio come tipo di struttura, non è molto scorrevole da leggere, comunque è sicuramente più curioso.

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